Udenti e sordità.

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Udenti e sordità.

Messaggio  napolitano.chiara il Gio Dic 04, 2008 3:35 pm

Per i non sordi è molto difficile capire la sordità: infatti la capacità di udire è una manifestazione invisibile, individuale e spontanea, e l’uomo dà per scontato il contributo dell’udito alla vita psicologica; del pari sono invisibili i danni e gli svantaggi prodotti dalle minorazioni uditive.
L’importanza del senso dell’udito si può verificare pensando che proprio attraverso di esso l’individuo può uscire dal ristretto mondo che lo circonda diventando attraverso il linguaggio parlato membro della famiglia umana.Il linguaggio parlato è il risultato della capacità dell’uomo di udire e si è formato in una lenta, costante e magnifica evoluzione divenendo un sistema uditivo di simboli. E l’udito svolge un ruolo altrettanto importante nello sviluppo dell’individuo, e nel bambino rappresenta lo strumento fondamentale del lento e graduale processo di maturazione: prima stimola l’attenzione, poi accende la correlazione tra suoni e concetti e sentimenti fino a consentire al bimbo di riprodurre e di udire egli stesso i suoni, permettendogli quindi di partecipare e contribuire al mondo che lo circonda. Negli anni successivi al primo udito continua a svolgere una funzione sempre più importante per lo sviluppo dell’individuo e per gli stimoli che esso esrcita.
La lingua parlata è a portata immediata dell’udito del bambino udente ed egli se ne serve per le sue esigenze e attingendo all’ enorme massa di informazioni queste gli consentino una vita autonoma;apprende che è importante non solo ciò che dice ma come lo dice;è attraverso l’udito che è possibile avere tutto un flusso costante ed imponente di informazioni e comunicazioni tra individui e tra gruppi, senza limitazioni in termini di pensiero, reazioni, sentimenti, avvertimenti, ecc..
I sordomuti, anche ottimamente istruiti, anche parlanti e buoni lettori labiali, continuano a rimanere sordi, continuano a vivere isolati nella loro minorazione, frustati per l’impossibilità di partecipare al mondo culturale e sociale degli udenti, sperduti in minime percentuali nel mondo sonoro dei non sordi sono costrettti all’emarginazione se non si associano fra loro. Per questo fin dalla prima infanzia devono essere abituati a vivere fra gli udenti e fra i sordi.
Esiste una grande differenza fra minorati gravi dell’udito divenuti tali prima di aver potuto apprendere il “linguaggio” orale e i deboli di udito. Nei sordi gravi divenuti tali nell’età prelocutoria, la sordità non consente una istruzione ed uno sviluppo intellettivo attraverso il canale uditivo, anche se protesizzati; essi apprendono a parlare e leggere dalle labbra attraverso i sensi vicarianti della vista e del tatto; nei deboli di udito invece esiste la possibilità con l’ausilio di protesi e tecniche idonee di apprendere la parola attraverso l’udito e di essere quindi inseriti anche individualmente fra gli udenti in quanto riacquistano l’udito. Nei paesi nei quali è atto da 20 anni la sperimentazione dell’integrazione scolastica dei minorati dell’udito (Svezia, Danimarca,USA, Inghilterra) si vanno sempre più considerando le diversità oggettive esistenti fra i vari gradi e tipi di sordità, con le conseguenti differenziazioni in tema di abilitazione-riabilitazione della comunicazione.
Proprio in questi paesi si è individuato un sitema flessibile di occasioni da offrire ai bimbi sordi e alle loro famiglie affinchè ogni iniziativa possa promuovere seriamente lo sviluppo della loro personalità .

napolitano.chiara

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Re: Udenti e sordità.

Messaggio  mariarosaria tarallo il Gio Dic 04, 2008 11:00 pm

Ciao Chiara, voce, parole, musica, tutte componenti che veicolano ed esprimono Emozioni...bellissimo questo, e nello stesso tempo possono suscitarne...
A volte mi sono chiesta se poi le persone che della voce, delle parole e della musica generalmente intesa non hanno mai fatto esperienza, si perdono questa dimensione speciale dell'essere, le Emozioni...appunto.
Risposte inequivocabili a questi interrogativi sono state le storie di vita di persone che condividono una vita da anni, persone che si innamorano, dando vita a coppie in cui una di esse non ha mai fatto esperienza dei suoni, e l'altra sì. Ci sono tanti linguaggi sottesi ad uno stesso sguardo... Ma, al di là di queste considerazioni, sappiamo che, comunque, forse non è sempre facile. L'avventura più bella, forse, non è tanto quella di chi non ode e ci viene incontro per renderci capaci di comunicare con lui, quanto quella di chi scopre, oltre il silenzio, anzi NEL silenzio, apparente, altre voci e suoni che in molti casi le stesse parole, e persino la Musica, non possono eguagliare. L'educazione alla differenza nelle scuole, fin dai primi anni, consentirebbe ad alcuni di non perdersi questa occasione, di non dare per scontato, come fece una mia amica anni fa, che "con il silenzio non ci puoi costruire una storia d'amore".
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Re: Udenti e sordità.

Messaggio  napolitano.chiara il Gio Dic 04, 2008 11:08 pm

ciao Mariarosaria, ha detto delle cose molto profonde e sono pienamnete d'accordo con te.

napolitano.chiara

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Re: Udenti e sordità.

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