sport e disabilità:il contributo delle scienze motorie nella prospettiva dell'integrazione

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sport e disabilità:il contributo delle scienze motorie nella prospettiva dell'integrazione

Messaggio  luana.caiazzo il Sab Nov 22, 2008 3:03 pm

Un argomento di cui mi piacerebbe parlare riguarda lo sport legato alla disabilità....beh volevo un po conoscere la vostra opinione..io poi dirò la mia...inserisco ora anche dei video a tema che mi hanno molto colpita...ciao....



n.b:QUI NON CONCORDO CON IL TITOLO.....non dobbiamo parlare di persone diverse dai normodotati ma di persone con abilita' diverse rispetto alle nostre..ma comunque guardatelo!!!


vedete qui


luana.caiazzo

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questo è il primo video..sperando che si veda...

Messaggio  luana.caiazzo il Sab Nov 22, 2008 3:06 pm


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Re: sport e disabilità:il contributo delle scienze motorie nella prospettiva dell'integrazione

Messaggio  angela rivieccio il Dom Nov 23, 2008 4:29 pm

Anche a me ha colpito molto questo video.Io credo che lo sport cancelli tutte le disabilità. Non esistono sport speciali per persone speciali.Nel vissuto sportivo si riescono invece ad eliminare tutte le differenze.Purtroppo in Italia non c'è la necessaria valorizzazione di questa materia che dovrebbe essere invece parte integrante della cultura educativa dei ragazzi.A lanciare l'allarme circa la mancanza nel nostro paese di una vera e propria cultura sportiva e di strategie di sensibilizzazione in materia è il presidente del Comitato paraolimpico italiano,Luca Pancalli,intervistato alla vigilia della Giornata nazionale dello sport paraolimpico che si svolgerà domani in dieci piazze italiane. Il presidente afferma che lo scopo del progetto è quello di promuovere la cultura dello sport tra le persone con disabilità.Inoltre sottolinea un dato preoccupante:le persone con disabilità tra i sei e i quarant'anni che possono praticare un'attività agonistica sono circa un milione e i tesserati oggi sono settanta mila. Lo slogan scelto per la Giornata è "I campioni sono tutti uguali".
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Messaggio  Admin il Mar Nov 25, 2008 9:58 pm

questo forum si collega con altri 3 su questo tema. Date un'occhiata agli altri forum
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Re: sport e disabilità:il contributo delle scienze motorie nella prospettiva dell'integrazione

Messaggio  orefice.veronica il Ven Nov 28, 2008 11:49 pm

Le persone disabili hanno gli stessi diritti fondamentali degli altri cittadini. Il primo articolo della
Dichiarazione Universale sui Diritti Umani afferma: "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in
dignità e diritti”. Per raggiungere questa meta, tutte le comunità devono celebrare la diversità
nell’ambito della loro comunità, e assicurarsi che le persone disabili possano godere di tutti i tipi di
diritti umani.
I disabili rivendicano le stesse opportunità di accesso alle risorse sociali, come il lavoro, l'educazione scolastica e
professionale, la formazione alle nuove tecnologie, i servizi sociali e sanitari, lo sport e il tempo
libero, ed ai prodotti e beni di consumo (Dichiarazione di Madrid, 2003).
La possibilità di poter partecipare a proposte ricreative integrate consente, anche alle persone
con grave disabilità, di poter trovare energie, stimoli e significati per affrontare positivamente i diversi
problemi posti dalla vita quotidiana. Basti pensare a questo proposito a quanto sia essenziale la
partecipazione a occasioni di tempo libero come sostegno e integrazione ai progetti di vita autonoma e
indipendente. Prorio per questo, nell’ottica guida della dignità della persona e dei suoi diritti, il tempo
ed il tempo libero non possono essere considerati accessori della vita, ma sua parte integrante, densa di
significato esistenziale.
L’educazione fisica, l’attività motoria, i giochi e le attività ludiche mirate all’integrazione, la possibilità
di avviamento alla pratica sportiva, come momento riabilitativo e di conquista di autonomia personale e
di gratificazione per il miglioramento dell’autostima, sono strumenti educativi che hanno il fine di migliorarela vita di questi soggetti, rendendoli pienamente integrati.

orefice.veronica

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Messaggio  rita moscatelli il Lun Dic 01, 2008 7:35 pm

Desidero intervenire nella vostra discussione per segnalare la storia di Lance Armstrong, che è ben nota a tutti gli appassionati di ciclismo. Egli nasce a Plano, Texas, il 18 settembre 1971 ed inizia giovanissimo la durussima disciplina del Triathlon ( nuoto, ciclismo, corsa) per poi dedicarsi, all'età di 16 anni, al ciclismo.
Nel 1992 approda al professionismo, e inizia a vincere ed a farsi conoscere. Ma all'improvviso il dramma: nel 1996 gli viene diagnosticato un cancro con metastasi ai polmoni e al cervello. Lance ha solo il 50% di possibilità di farcela, ma lui è un campione anche nell'affrontare la malattia. Si sottopone alla chemioterapia, che ha un effetto insperato: dopo un lungo periodo di convalescenza l'atleta può pertanto tornare alla sua carriera agonistica. Nel 1999 consegue ben sette vittorie consecutive al Tour de France. Per questo oggi, a quasi 38 anni, afferma con decisione:"Continuerò a correre per gli ammalati di cancro".
Rita Moscatelli

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Re: sport e disabilità:il contributo delle scienze motorie nella prospettiva dell'integrazione

Messaggio  mariapia russo il Lun Dic 01, 2008 9:10 pm

Prevenire è meglio che curare! "Curare" gli alunni, significa giudarli verso un'autonomia cognitiva, organizzativa e relazionale. Educare gli alunni dversamente abili ad esprimere le proprie emozioni anche attraverso il corpo e secondo me un grande traguardo!
Ciao a tutte

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Messaggio  manuela calenzo il Mer Dic 10, 2008 3:34 pm

Una persona disabile pur vivendo con gli stessi bisogni e le aspirazioni comuni a tutti quasi sempre si trova a contatto di un mondo costruito secondo il metro ed i bisogni di persone che non hanno limitazioni; la pratica di un’attività sportiva come mezzo di ricerca e di mantenimento di un accettabile stato di salute è pertanto un diritto cui giustamente potrebbe e dovrebbe legittimamente aspirare. La pratica sportiva assume pertanto per il disabile un valore primario come fattore di recupero fisico, funzionale e sociale in quanto strumento di integrazione e di partecipazione alla vita comunitaria.

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Messaggio  MADDALENA MACARI il Sab Dic 13, 2008 12:15 am

"Che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze".

Questa frase è stata pronunciata da Eunice Kennedy Shiver a Chicago, ai primi giochi internazionali Special Olimpics nel 1968, e da allora, questa frase, è entrata a far parte del rituale che apre ogni manifestazione, è il giuramento dell'atleta.

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Re: sport e disabilità:il contributo delle scienze motorie nella prospettiva dell'integrazione

Messaggio  caterina.fabozzi il Sab Dic 20, 2008 2:56 pm

questo video devo dire che mi ha veramente colpita....non credevo che un uomo senza una gamba fosse stato capace addirittura di danzare... e lo sport e la passione accomuna tutti anche chi è considerato apparentemente diverso....si dice che i diversamente abili siano coloro che hanno abilità diverse rispetto a quelle dei normodotati ma in qst video noto che un diversamente abile e una persona normodotata hanno la stessa abilità e la stessa passione nel danzare

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Re: sport e disabilità:il contributo delle scienze motorie nella prospettiva dell'integrazione

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