Il macchinario telecomandato

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Il macchinario telecomandato

Messaggio  adriana di costanzo il Mar Nov 25, 2008 5:26 pm

Ancora una volta il problema sembra sia di chi presenta un inabilità,ma la scienza ci viene incontro
Il prototipo viene sperimentato in Israele e Usa

Qualcuno azzarda, e sostiene che potrebbe anche diventare realtà – in un futuro non troppo lontano- il sogno di poter camminare per milioni di disabili. Succederà grazie ad un esoscheletro telecomandato inventato in Israele e presentato ora al pubblico. Radi Kaiof, disabile da 20 anni, riesce oggi a camminare grazie a «ReWalk», l'esoscheletro della società hight tech israeliana «Argo Medical Technologies».

Il macchinario telecomandato è fornito di motori elettrici posizionati nei giunti, batterie ricaricabili, una serie di sensori e un sistema di controllo computerizzato. Il disabile è in grado di salire e scendere le scale, alzarsi, sedersi e camminare - il tutto senza grandi difficoltà. La tuta aderisce perfettamente al corpo per percepire i movimenti del busto che attivano e mantengono la camminata. Chi la indossa però è ancora costretto all'utilizzo di stampelle per mantenere stabilità ed equilibrio. Il sistema, in pratica, consiste in una gamba motorizzata, con dei sensori da applicare sul corpo e una scatola di controllo computerizzata.

Il prototipo è tuttora in fase di sperimentazione in due centri di recupero disabili in Israele e negli USA. Ironicamente l'uomo a cui si deve questa brillante tecnologia, non può beneficiare della propria invenzione: l'ingegnere Amit Goffer è infatti quadriplegico a causa di un incidente e possiede solo un parziale uso delle mani, non sufficiente per manovrare «ReWalk». La tecnologia è un «grande passo in avanti», dice orgoglioso l'inventore. «Il beneficio più grande di questo macchinario è la riconquista della dignità e dell'autostima. Molti non se ne rendono conto, ma crescere su una sedia a rotelle non è affatto facile, questa è una vera rivoluzione», dice Goffer. Il prodotto sarà in vendita dal 2010 e costerà circa 20.000 dollari.


Razz bounce
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Messaggio  Admin il Mar Nov 25, 2008 10:00 pm

non mi è chiaro a quale dei tanti forum ti ricolleghi
venerdì chiederei a colomba di riordinarli.
la docente
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credo

Messaggio  Antonella Rivellino il Mer Nov 26, 2008 8:39 pm

credo che questo sia un topic a parte,no?

Comunque trovo interessante l'esperimento,ma purtroppo dubito che possa rappresentare una strada percorribile per la maggioranza;al di là dei necessari "comandi nervosi",che i tetraplegici spesso non controllano,il costo di una tuta del genere sarà esorbitante.
Purtroppo questo è un aspetto grave,che ho più volte sottoloneato anche in altre sedi:quasi tutte le strumentazioni utili per soggetti che presentano disabilità hanno costi proibitivi e lo dico per esperienza personale.
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x antonella

Messaggio  adriana di costanzo il Gio Nov 27, 2008 12:03 am

Ciao
si infatti sono daccordo con te ne ho gia parlato in un altro topic l'aspetto economico purtroppo condiziona l'esistenza del disabile.Non so se hai visto il video da me segnalato :quello delle "Iene" è molto significativo per l'argomento.
Baci
adriana flower
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Re: Il macchinario telecomandato

Messaggio  Antonella Rivellino il Gio Nov 27, 2008 12:09 am

non ancora,ma lo vedrò,solo oggi ho notato che c'è suul forum un'opzione che consente di vedere i nuovi testi...fino ad ora li scorrevo tutti per vedere se c'erano novità,pensa che imbranata! Laughing
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occhio bionico, per i non vedenti

Messaggio  adriana di costanzo il Sab Nov 29, 2008 12:11 am

In apparenza la persona sembra portare un iPod per ascoltare musica, nella sostanza invece ci troviamo di fronte ad una invenzione che sicuramente rivoluzionerà il mondo dei non vedenti.

Le lenti scure e l'apparecchio che vi è attaccato, nascondono il primo, vero "occhio bionico", capace di restituire parzialmente la vista a chi non vede e sicuramente in un tempo non lontano, basti pensare a quello che in pochi anni la tecnologia ha fatto in tutti i campi della medicina, la completa visione con il recupero pressoché totale della vista.

La rivoluzionaria tecnologia è stata applicata nei giorni scorsi a due uomini da una squadra di oculisti britannici al Moorsfield's Eye Hospital di Londra, una delle migliori cliniche di questa specialità: in entrambi casi con ottimi risultati.

Completamente ciechi perché sofferenti di retinite pigmentosa, una malattia ereditaria degenerativa che colpisce la retina, i due pazienti saranno ora in grado di camminare senza alcun aiuto e di distinguere oggetti. Se la fase sperimentale, che proseguirà presto con altri interventi, continuerà ad avere successo, la nuova tecnica, chiamata "Second Sight Argus II", potrebbe diventare di uso comune nel giro di tre anni.

L’intervento chirurgico particolarmente delicato si conclude con l’applicazione di una sottile placca di metallo, guarnita di elettrodi, che viene impiantata nel retro dell'occhio. Una piccola videocamera montata su un paio di occhiali irradia le immagini agli elettrodi, che sono connessi a loro volta attraverso il nervo ottico al cervello.

Il paziente deve portare con sé, appesa al fianco, una minuscola strumentazione che serve per alimentare la videocamera e analizzarne le immagini. L'Argus II, spiegano i ricercatori britannici, non è in grado al momento di restituire una visuale perfetta, ma può ripristinare una visione di base: sicuramente sarà possibile distinguere la notte dal giorno, quindi la differenza tra la luce e il buio, e quanto basta per mettere a fuoco oggetti elementari.

Si tratta del miglioramento di un prototipo, l'Argus I, impiantato per la prima volta nel 2002, in una donna di 64 anni, Linda Morfoot, negli Stati Uniti, anch'essa malata di retinite pigmentosa da quando aveva 21 anni e quasi del tutto cieca dall'età di 50. "Adesso riesco a tirare a canestro insieme a mio nipote, a passeggiare da sola al centro di un viale, trovo la porta d'uscita da una stanza", racconta la donna. "Quando sono andata a visitare New York ho visto quanto è grande la Statua della Libertà. E a Parigi sono salita sulla Torre Eiffel e ho visto le luci della città sotto di me. Mi sento più vicina a tutto quello che accade intorno a me". Quel prototipo era dotato soltanto di 16 elettrodi; la nuova versione, prodotta dalla medesima azienda americana, la Second Sight (Seconda Vista), ha 60 elettrodi, che consentono di vedere molti dettagli in più.

I due pazienti operati nel Regno Unito non hanno ancora fatto dichiarazioni, ma per loro parla il dottor Lyndon da Cruz, uno dei chirurghi oculisti che hanno effettuato l'intervento: "Questo strumento è per persone non vedenti che, per muoversi, dipendono da un bastone, da un cane o da un'altra persona. Può dare loro un qualche livello di visione rudimentale, di cui potranno giovarsi per acquistare maggiore indipendenza". Gli fa eco Greg Cosendai, direttore della Second Sight: "Non recupereranno del tutto la vista, ma è certamente un passo avanti straordinario". L'ospedale londinese conta di operare nel prossimo futuro altri tre pazienti e, se non ci saranno complicazioni, subito dopo altri cinque.

Occorrono vari mesi, dopo aver impiantato l'occhio bionico, affinchè il paziente impari ad usarlo correttamente.

Ricordiamoci sempre che nella vita "Non vi è nulla di nascosto che non debba essere rivelato.
Né cosa segreta che non venga alla luce". Basketball
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